Dettaglio

Il palazzo della Farnesina al Foro ItalicoIl palazzo della Farnesina al Foro ItalicoIl palazzo della Farnesina al Foro ItalicoIl palazzo della Farnesina al Foro ItalicoIl palazzo della Farnesina al Foro Italico

Il palazzo della Farnesina al Foro Italico

Gigliola Del Debbio, Roberto Luciani, Maria Luisa Neri

Libro
Cartonato tela
25 x 29 cm
Cofanetto

239 pagine
Lingua Italiano

120 Illustrazioni

Settembre, 2008

Lo studio storico, che qui si presenta, del palazzo della Farnesina, concepito in origine come Casa Littoria e oggi sede del Ministero degli Affari Esteri, nasce dal lavoro coordinato e dalle ricerche di tre autori, esperti in materia: Gigliola Del Debbio, Maria Luisa Neri e Roberto Luciani.
Esso svolge una lettura e un'interpretazione critica delle complesse vicende segnate dalle successive fasi di un importante concorso, in origine (1933-1934) pensato per il Palazzo Littorio, da collocarsi lungo la nuova via dell'Impero, poi (1937) per una Casa Littoria, sede del Partito Nazionale Fascista, da situarsi alle pendici del colle Aventino. Concorso vinto dal gruppo di architetti formato da Enrico del Debbio, Arnaldo Foschini e Vittorio Ballio Morpungo.
La definizione distributiva e architettonica dell'edificio, già stabilita in occasione del secondo concorso, quello del 1937, subì poi ulteriori adattamenti, prima di luogo, essendo stata spostata la prevista sede del PNF dall'Aventino alla zona compresa tra il Foro Mussolini (oggi Foro Italico) e il piazzale di ponte Milvio, nel settore sud di Roma, poi di funzione, essendosi rinunciato a utilizzare il nuovo edificio come sede del Partito per destinarlo al Ministero degli Affari Esteri (1940-1943, data di interruzione dei lavori). Dopo la guerra, senza voler considerare alcuni minori interventi di manutenzione agli inizi degli anni Cinquanta, i lavori ripresero con lena nel 1956 per essere conclusi nel 1959, quando la nuova sede fu finalmente inaugurata e il Ministero vi si trasferì da palazzo Chigi, che aveva occupato per qualche decennio.
In tutta questa vicenda la figura che più da vicino risulta aver seguito la progettazione e il cantiere fu quella di Enrico Del Debbio, il padre del progetto complessivo, di pochi anni precedente, del Foro Missolini, concepito a partire dal 1968. Egli sentì il nuovo palazzo come opera sua (per essa disegnò gli arredi interni e quelli esterni, fino alla sistemazione del verde e ultima opera, nel 1968, della Fontana della Sfera con la celebre scultura di Arnaldo Pomodoro) e come completamento, pur forzato e da lui non totalmente condiviso, del disegno del Foro Mussolini stesso.
Questa sequenza architettonica e urbanistica attraversa totalmente un lungo e significativo periodo della storia dell'architettura e, più in generale, delle arti italiane muovendo dall'ipotesi di un edificio "modernamente monumentale" pur se fornito di un "carattere razionalmente moderno", edificio al tempo stesso "romano" e di "stile italiano", monumento carico, specie in origine, di valori e riferimenti simbolici ma, soprattutto, destinato a "restare nei secoli".

Il libro non è attualmente disponibile. Contattateci per maggiori informazioni.